La vicenda di questi giorni della morte dei cinesi che dormono negli stessi capannoni in cui lavorano di giorno a Prato è paradigmatica di altre morti che avvengono con frequenza nei nostri cantieri edili, nelle filiere di capi di abbigliamento e di prodotti tessili a Napoli, o nelle baracche dove dormono centinaia di africani che lavorano nelle campagne a sud come a nord.

Non fanno nemmeno notizia

Prove negative di realtà umane che purtroppo, passati i primi giorni, non fanno nemmeno più notizia. Sono anche prove tragiche di un distorto senso del concetto di globalizzazione e il segno evidente di un malinteso significato del binomio lavoro-profitto che, ce ne accorgiamo ogni giorno, domina in certi casi il mondo dell’occupazione. Forse non ci rendiamo neanche conto degli enormi guadagni di chi vende in grande scala i prodotti che arrivano a poco prezzo sulle nostre bancarelle o nei nostri negozi.

Paghe misere, enormi guadagni

A fronte delle misere paghe che vengono date a questi lavoratori (quando addirittura, come per molti di loro, a volte il lavoro è fatto solo per riscattare i soldi spesi per il viaggio dai padroni) ci sono gli enormi guadagni dei datori di lavoro che godono di ricchissimi beni acquistati anche nelle nostre belle pianure e città.

Non possiamo certamente pensare a una soluzione a breve di questo fenomeno, perché queste sacche di illegalità presenti nel nostro territorio hanno bisogno di interventi importanti in vari campi della nostra vita sociale, dalla possibilità di fare controlli a quella di intervenire in ambito legislativo.

Che cosa possiamo fare?

Ma possiamo certamente però chiederci quando compriamo a 5 euro una maglietta, quanto è costata in termini di condizioni di lavoro schiavizzato. E, forse, anche chiederci se abbiamo realmente sempre bisogno di comprare questa merce. Potremmo forse qualche volta dire no a questo tipo di globalizzazione veramente antiumana. Proviamoci.

Rachele Filippetto

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  • Editoriale

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Avvisi della Settimana

 

 

 

Gruppo "Amici 60 anni e più..."
mercoledì 4 dicembre ore 16.00
Esercizi per tenersi in forma.
"Sei bella e non per quel filo di trucco" (Ada Merini)

 

Venerdì 6 dicembre (Primo del mese)

 

 

 

 

 

Lettera ai fedeli
delle diocesi laziali

 In occasione della solennità di Pentecoste, i vescovi del Lazio hanno indirizzato una lettera a tutti i fedeli delle diocesi laziali:

Carissimi fedeli delle diocesi del Lazio,
desideriamo offrirvi alcune riflessioni in occasione della solennità di Pentecoste che ci mostra l’icona dell’annunzio a Gerusalemme ascoltato in molte lingue: pensiamolo come il segno del pacifico e gioioso incontro fra i popoli che attualizza l’invito del Risorto ad annunciare la vita e l’amore.

Purtroppo nei mesi trascorsi ... (continua)