Questo è il titolo che la rivista “Leggendaria. Libri Letture Linguaggi“ ha pubblicato nel n. 103: un tema dedicato alle donne. E proprio in occasione della data dell’8 marzo (la ormai un po’ discussa Festa delle donne) è naturale parlare anche noi su questo tema.

Papa Francesco alla fine della sua nota intervista ad Eugenio Scalfari ha detto “La prossima volta che ci vedremo parleremo di donne”. A noi sembra molto bella questa frase e piena di interesse per le donne, ma vorremmo modificarla un po’. Vorremmo che il Papa parlasse “con le donne”.

Infatti, oggi più che in altri tempi mi sembra ci sia proprio bisogno di avere uno sguardo al femminile della realtà e del futuro, non con la retorica di un femminismo ormai superato, ma con la forza umana di una compartecipazione vera nella società, nel lavoro e nella famiglia delle specificità proprie delle donne, che sono: valorizzazione di ogni potenziale umano, adattamento alle situazioni emergenziali, buona capacità di lavorare insieme, creatività nelle crisi, grande disposizione relazionale.

Specialmente la creatività delle donne mi sembra un potenziale umano in genere non abbastanza utilizzato. Si registra per esempio in questo tempo una percentuale maggiore di aziende guidate da donne tra quelle che stanno cercando, riuscendoci, di superare la crisi economica. Questa è una prova della maggiore adattabilità delle donne alle situazioni difficili? Non so, ma certamente è la prova di un potenziale femminile ancora non completamente conosciuto e valorizzato.

Vorremmo avvertire nelle sedi decisionali della vita pubblica e anche religiosa maggiore considerazione per il pensiero e le parole delle donne. Le donne dovrebbero poter parlare non di sé ma delle varie questioni della vita sociale, economica, religiosa. Proprio ora, in un tempo in cui non c’è più spazio per azioni isolate ma solo per quelle fatte in collaborazione vera, insieme, con la volontà reale e reciproca di aprire strade nuove, può essere avviato un effettivo miglioramento.

Siamo certe che per costruire una convivenza accettabile nella società e nella Chiesa lo si possa fare solo in una collaborazione fatta di vere relazioni, quelle che tengono conto delle specificità e delle ricchezze umane di ciascuno.

Rachele Filippetto         

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Madonna del Riposo, guariscici, o almeno dacci una tregua. Accoglici in braccio come qui fai con tuo Figlio.
Tutti nel dolore ridiventiamo bambini. Continua a sorriderci, o Maria, perché non ci perdiamo nel buio.

 

 

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