A Roma, come è noto, le chiese non mancano. Come potrebbe essere altrimenti per quello che viene considerato il cuore della cristianità? Tuttavia, proprio per questa sua particolarità, Roma ha sempre ospitato espressioni di fede e riti non solo "occidentali", ma di tutto il mondo. Negli ultimi anni, poi, oltre alla tradizionale presenza temporanea di pellegrini provenienti da ogni parte del globo si è aggiunta quella più stanziale di immigrati molti dei quali appartenenti a credi religiosi diversi da quello cattolico. E così Roma assomiglia sempre più a una grande piazza in cui si prega con lingue, tradizioni e riti diversi.
Per orientarsi in questa pluralità di espressioni, anche quest'anno la Caritas diocesana di Roma e l'Ufficio Migrantes di Roma e Lazio hanno pubblicato la guida "Immigrati a Roma e provincia. Luoghi di incontro e di preghiera". La prima edizione della Guida, datata 1998 (l'anno della legge Turco-Napolitano) aveva censito 146 luoghi di incontri e di preghiera. Oggi, alla sesta edizione, quei luoghi sono diventati 293, di cui 234 nella Capitale e 59 in provincia.
La classifica per Roma vede in testa ovviamente i luoghi di culto per i cattolici (150 censiti), seguiti da quelli per gli ortodossi (25) e i protestanti (22). Seguono i luoghi in cui pregano i musulmani (22), gli ebrei (7), i buddisti (6), nonché induisti e sikh (1 ciascuno).
Gli immigrati cattolici in genere si riuniscono a pregare per gruppi nazionali o per rito, ma una stessa comunità può avere a disposizione più di un luogo di culto: a volte sono le stesse chiese frequentate dai romani, ma in orari diversi (come avviene ad esempio per la comunità indiana a San Pio V), oppure delle chiese messe completamente a disposizione della comunità (è il caso della chiesa "dei polacchi" o "dei filippini") che funzionano come vere e proprie parrocchie, ma in lingua diversa dall'italiano.
I luoghi di culto degli ortodossi si rivolgono a greci, russi, egiziani, etiopi, eritrei e soprattutto rumeni, che costituiscono la comunità più numerosa, con 25 luoghi in città e 28 in provincia, a testimonianza del fatto che in molti vivono nei comuni limitrofi.
Se si analizzano le statistiche sull'appartenenza religiosa degli immigrati nel comune di Roma, si vede che oltre il 65% sono cristiani (di cui il 30% ortodossi e il 27,8% cattolici), il 20% sono musulmani, il 2,9% induisti e il 2,4% buddisti.
Qual è la presenza di questi luoghi nel nostro quartiere? La Guida indica anche il municipio di appartenenza e così scopriamo che in zona ci sono tre comunità di filippini: nella parrocchia di San Giuseppe all'Aurelio di via Boccea, al Pontificio Oratorio di S.Pietro e a Santa Maria delle Grazie alle Fornaci. Censita ovviamente è la "nostra" comunità di rito Siromalabarese Knanaya che celebra a San Pio V la domenica pomeriggio. In via della Pineta Sacchetti e in via di Torre Rossa troviamo la comunità cattolica vietnamita, mentre la Chiesa Ortodossa Romena ha luoghi di culto sia presso gli Oblati di S. Giuseppe sia presso la parrocchia di S. Lino alla Pineta Sacchetti.
Per quanto riguarda la comunità musulmana, il luogo a noi più vicino si trova nei pressi del capolinea della metro Battistini, mentre per incontrare e pregare con la comunità Sikh bisogna oltrepassare il Raccordo e arrivare fino a Massimina.

Insomma, un panorama ricco e multicolore che mostra il volto di una città chiamata per vocazione ad essere accogliente e tollerante, secondo l’auspicio del Concilio Vaticano II al dialogo e alla collaborazione tra le varie religioni per costruire un mondo di pace.

Diego Cipriani

Foto

 

                                                            Chiesa di San Pio V, Presepe Natale 2019

“Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza,
apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti
in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite." (Papa Francesco)

 

 

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MARTEDI' 21 GENNAIO
ORE 18.00
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Avvisi della Settimana

  

  

18-25 gennaio: Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

 

Gruppo "Amici 60 e più..."
mercoledì 22 gennaio ore 16.00
incontro con don Donato

 

 

Il 50° di ordinazione sacerdotale di Papa Francesco:
gli auguri della comunità diocesana di Roma

 La comunità diocesana di Roma si stringe attorno al suo vescovo Papa Francesco in occasione del cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale, il 13 dicembre. La ricorrenza era stata già ricordata domenica 8 dicembre con una speciale intenzione di preghiera, proclamata durante tutte le Messe in tutte le chiese della diocesi. Alla vigilia dell’anniversario stesso, il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive un messaggio a nome di tutta la comunità diocesana.
Di seguito il testo:

La Chiesa di Roma non si dimentica di pregare per Lei Santo Padre. Per Lei sale a Dio la preghiera dei piccoli, dei bambini delle nostre comunità, che Lei benedice con affetto di Padre. Sale al Signore per Lei la preghiera dei poveri, che Lei ama in modo privilegiato; la preghiera degli anziani e dei malati, che offrono le loro sofferenze per la Chiesa. Per Lei è la preghiera dei giovani, spinti dal Suo entusiasmo missionario; e delle famiglie, chiamate a vivere la Gioia dell’Amore. Per Lei è la preghiera di tutti noi, pronti a portare il Vangelo della gioia. E la preghiera dei ministri ordinati, chiamati a camminare insieme al Suo passo per le periferie esistenziali della nostra città. Per Lei è la preghiera dei consacrati e delle consacrate, segno di speranza per la nostra Chiesa.
Per Lei, per la Chiesa e per il mondo, è tutta la nostra preghiera, come anche il ringraziamento per come ci sta portando per mano per le vie dell’uomo, “misericordiando”, con uno sguardo di amore e di tenerezza. Una preghiera quotidiana si innalza per Lei, successore di Pietro, da questa sua città. Oggi in particolare rendiamo grazie al Signore per il dono delle Sue mani consacrate cinquanta anni fa, che sono levate in alto per intercedere per noi, e che sono protese verso tutti per trasmettere amore.
Senta queste Sue mani alzate sostenute dalle nostre, ogni giorno, in ogni istante.
Auguri di cuore, Santità!

13 dicembre 2019