Medjugorje era, fino al 1981, solo un piccolo paese dell’allora Jugoslavia il cui nome, in lingua slava, significa “fra i monti”: da un lato il Krizevac, in cima al quale dal 1933 si trova una croce, simbolo dell’Anno santo della Redenzione; dall’altro il Podbrdo, la collina delle apparizioni.

Proprio su questa collina, 33 anni fa, la “Regina della Pace” apparve per la prima volta a sei bambini che tutt’oggi, ormai adulti e sposati, continuano a vederla e a trasmettere i suoi messaggi a tutto il mondo.

Noi ragazzi del gruppo giovani di San Pio V siamo arrivati a Medjugorje il 19 agosto, insieme ad alcune delle nostre famiglie. Per molti di noi non era la prima volta, ma ogni volta a Medjugorje è un’esperienza nuova.

Come prima cosa don Gianmarco, che ha organizzato e guidato il nostro pellegrinaggio, ci ha fatto conoscere Mauro e Grazia, una famiglia della sua comunità che ha scelto di vivere a Medjugorje e accompagnare i gruppi di persone nei pellegrinaggi.

“Medjugorje è il ponte tra cielo e terra”: è con queste parole che Grazia ci ha descritto la singolarità del luogo. E questo legame tra cielo e terra lì si sente davvero.

Le giornate dei semplici abitanti di Medjugorje sono scandite dalla Messa, dal Rosario e dalla preghiera. Alle 18.40, ora delle apparizioni, ogni giorno cala il silenzio su tutta Medjugorje e tutti, abitanti e pellegrini, iniziano a pregare.

Abbiamo partecipato alla santa messa e all’adorazione eucaristica nella parrocchia del paese, e vedendo intorno a noi quanta gente c’era, seppur di tantissime etnie e lingue diverse, ci siamo sentiti tutti ugualmente figli della stessa Madre, che ci ha chiamati ad essere lì in quel momento.

Nei giorni successivi siamo saliti, prima sulla collina del Podbrdo e poi sul monte Krizevac. Entrambi sono caratterizzati da terreno sassoso con rocce appuntite, ma nonostante ciò molti fedeli in segno di devozione salgono a piedi nudi. Si sale in silenzio pregando il Rosario e man mano che si sale sembra come se tutti i problemi e le preoccupazioni si sciolgano con l’amore di questa nostra Madre che ci prende tutti sotto la sua protezione.

L’ultimo giorno del nostro pellegrinaggio abbiamo assistito all’apparizione avuta da Marja, una delle veggenti, nella sua casa. Anche se durante quel momento non possiamo sentire con le orecchie la voce della Vergine Maria, possiamo sentirla con il cuore; essa sa bene che facciamo fatica ad aprire i nostri cuori a suo figlio Gesù, per questo viene in nostro aiuto.

Maria sa che la nostra vita è sterile se Gesù non dimora in noi, sa che tutto il nostro fare è inutile se non c’è Lui; forse è per questo che a Medjugorje ci parla proprio con il cuore: vuole predisporre i nostri cuori affinché possiamo accogliere suo Figlio.

Medjugorje è un luogo unico. Si respira un’aria diversa e la presenza di Maria si percepisce in ogni angolo di questo piccolo paese; e grazie alla sua presenza Medjugorje è proprio il “ponte fra cielo e terra”.

Serena Valle

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