È stata una gradita sorpresa quella che i parrocchiani di San Pio V hanno ricevuto domenica 28 aprile alle santa Messa della sera, presieduta da Mons. Ciro Quispe Lopez, vescovo di Juli (Perù).

Già, perché “Don Ciro”, come molti ricordano, è stato collaboratore a San Pio V dal 2004 al 2011, durante i suoi studi biblici a Roma.

A dargli il benvenuto a San Pio V il nostro parroco, don Donato, e a concelebrare, oltre a don Armando, anche don Luigi Storto, parroco a San Pio V dal 1991 al 2012 e che accolse in parrocchia il giovane prete peruviano, inviato a Roma dalla mitica Cuzco.

La nomina episcopale, come ha raccontato lo stesso Don Ciro, è giunta inaspettata nel novembre scorso, comunicatagli dal nunzio in Perù che lo destinava alla “prelatura territoriale” di Juli. Juli è la capitale della provincia di Chucuito e si trova nella parte occidentale del lago Titicaca (il lago più alto del mondo, a 4mila metri di altitudine), nella parte meridionale del Perù, al confine con la Bolivia.

La prima decisione presa dal nuovo vescovo è stata quella di tenere la cerimonia di consacrazione episcopale (il 15 dicembre) nella cattedrale di Juli, per sottolineare il legame che ha voluto subito instaurare con la sua nuova famiglia, che ha accolto il nuovo vescovo in un tripudio di folla (http://prelaturadejuli.pe/2018/12/15/ordenacion-episcopal-de-monsenor-ciro-quispe-en-juli/) insieme ai 23 vescovi che hanno concelebrato.

Nei saluti finali di quella messa, non è mancato il ricordo (in italiano) agli amici romani da parte del novello vescovo. Dalla “piccola Roma” alla “Roma imperiale”, ha detto don Ciro. Sì, perché Juli viene soprannominata la “Roma delle Ande”, a motivo della presenza di varie chiese (tra cui la cattedrale) costruite dai discendenti dei “conquistadores”.

Infine, dopo la messa a San Pio V, don Ciro si è intrattenuto a salutare i vecchi amici e a illustrare brevemente una delle realtà presenti nella sua diocesi e alla quale ha dedicato, insieme a don Luigi Ginami, un libro: si tratta del carcere di massima sicurezza di Challapalca che sorge a 5050 metri di altezza, definito “un piccolo inferno umano” sul quale si sta realizzando un progetto di assistenza (http://www.edizionimessaggero.it/ita/catalogo/scheda.asp?ISBN=978-88-250-5001-1).

Insomma, tanti motivi che continuano a legarci a monseñor Ciro e al Perù, che così può diventare meno lontano.

D.C.

Foto

 

                                                            Chiesa di San Pio V, Presepe Natale 2019

“Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza,
apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti
in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite." (Papa Francesco)

 

 

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26 gennaio 2020
 

  

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Gruppo "Amici 60 e più..."
mercoledì 29 gennaio ore 16.00
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Il 50° di ordinazione sacerdotale di Papa Francesco:
gli auguri della comunità diocesana di Roma

 La comunità diocesana di Roma si stringe attorno al suo vescovo Papa Francesco in occasione del cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale, il 13 dicembre. La ricorrenza era stata già ricordata domenica 8 dicembre con una speciale intenzione di preghiera, proclamata durante tutte le Messe in tutte le chiese della diocesi. Alla vigilia dell’anniversario stesso, il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive un messaggio a nome di tutta la comunità diocesana.
Di seguito il testo:

La Chiesa di Roma non si dimentica di pregare per Lei Santo Padre. Per Lei sale a Dio la preghiera dei piccoli, dei bambini delle nostre comunità, che Lei benedice con affetto di Padre. Sale al Signore per Lei la preghiera dei poveri, che Lei ama in modo privilegiato; la preghiera degli anziani e dei malati, che offrono le loro sofferenze per la Chiesa. Per Lei è la preghiera dei giovani, spinti dal Suo entusiasmo missionario; e delle famiglie, chiamate a vivere la Gioia dell’Amore. Per Lei è la preghiera di tutti noi, pronti a portare il Vangelo della gioia. E la preghiera dei ministri ordinati, chiamati a camminare insieme al Suo passo per le periferie esistenziali della nostra città. Per Lei è la preghiera dei consacrati e delle consacrate, segno di speranza per la nostra Chiesa.
Per Lei, per la Chiesa e per il mondo, è tutta la nostra preghiera, come anche il ringraziamento per come ci sta portando per mano per le vie dell’uomo, “misericordiando”, con uno sguardo di amore e di tenerezza. Una preghiera quotidiana si innalza per Lei, successore di Pietro, da questa sua città. Oggi in particolare rendiamo grazie al Signore per il dono delle Sue mani consacrate cinquanta anni fa, che sono levate in alto per intercedere per noi, e che sono protese verso tutti per trasmettere amore.
Senta queste Sue mani alzate sostenute dalle nostre, ogni giorno, in ogni istante.
Auguri di cuore, Santità!

13 dicembre 2019