(Mt 24,14-30) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
 

Diciamolo chiaramente: la parabola dei talenti è lieta notizia contro la paura, che paralizza e rende sterili. Quante volte abbiamo rinunciato a vivere per paura di essere sconfitti! O pensando che in fondo doni naturali non ne abbiamo.

Ma la paura più radicale è nei confronti di Dio. Se lo pensiamo come un ragioniere spietato che non ne lascia passare una, padrone duro e lontano che ci usa secondo i suoi scopi, non ci resta che comportarci come il terzo servo: tentando di difenderci inutilmente, perché il suo giudizio ci paralizza, e non lo sentiamo dalla nostra parte.

Ma noi non viviamo la vita per restituire a Dio i suoi doni, perché questi diventano fermento, seme di altri doni, lievito che si fa pane. Lui si fida di noi! E quindi l’operosità della vita non è custodirla con paura.

È proprio la sua giustizia il nostro riparo: basta dirgli umilmente al suo ritorno: “ho fatto quello che potevo, mi vuoi ancora bene?” e queste parole avranno il potere di riempirlo di gioia. Custodire non è la stessa cosa che seminare.

La fedeltà al Signore consiste nel produrre cambiamenti: il tuo talento diventa di tutti. Non siamo dei conservatori di cose preziose e minacciate, ma creatori di opere buone, lievito nascosto dentro tutto ciò che vive.

Come quando non seppelliamo la nostra fede ma la facciamo diventare vita, grido di giustizia, appello di liberazione. Troppo spesso, anche nella Chiesa, riduciamo la Parola di Dio a parola moralistica o la gonfiamo a celebrazione trionfalistica.

E infine: i talenti non sono solo dentro di noi, sono intorno a noi. Ognuno è talento per gli altri. Proviamo a dirlo a chi amiamo: sei tu un talento per me, tu sei il dono che Dio mi ha lasciato.

Don Donato

 

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Madonna del Riposo, guariscici, o almeno dacci una tregua. Accoglici in braccio come qui fai con tuo Figlio.
Tutti nel dolore ridiventiamo bambini. Continua a sorriderci, o Maria, perché non ci perdiamo nel buio.

 

 

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Avvisi della Settimana

Cari Parrocchiani, nel mese di novembre vi invitiamo
a partecipare alla S. Messa delle ore 19,

che sarà celebrata in ricordo dei defunti delle famiglie della Parrocchia, distribuite via per via.
Ecco il calendario completo delle intenzioni di questa settimana:

domenica 29: per i Pontefici defunti
lunedì 30: per le vittime della pandemia

NOVENA DELL'IMMACOLATA
da lunedì 30 novembre
ROSARIO MEDITATO
ogni sera alle 18.30

 

venerdì 4 dicembre (primo del mese)

 

 “Sulla bacheca in fondo alla chiesa è pubblicato
il resoconto amministrativo della parrocchia per il 2019.

Grazie per la vostra generosità con cui fate andare avanti la parrocchia.
Infatti non ci sono entrate se non attraverso le offerte dei fedeli!”

 

  Iscrizioni per il corso di preparazione al matrimonio
Informazioni in segreteria

 

APPELLO

La Caritas diocesana ha aperto una struttura per persone senza dimora
non lontano da noi (in Via Aurelia prima del Raccordo).
Chi desidera fare volontariato può rivolgersi a don Donato.