Sei entrato in chiesa perché vuoi pregare. Fermati e trova il tempo per riposarti e riprendere speranza con questa preghiera. Ogni settimana un testo diverso di autori di varie tradizioni per aiutarti a ritrovare il gusto della preghiera silenziosa. Perché, diceva Sant’Agostino: «nutre l’anima solo ciò che la rallegra».
Sequenza di Pentecoste
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Amen
Il giorno di Pentecoste, la Liturgia ci propone la sequenza allo Spirito Santo da cantare dopo la seconda lettura. È chiamata “aurea” per la ricchezza del suo pensiero, la bellezza del suo linguaggio e la grande devozione che sprigiona. Composta fra il 1150 e il 1250, è stata attribuita a Stefano di Langhton, arcivescovo di Canterbury.
La sequenza è suddivisibile in cinque parti, formate di due strofe di tre versetti ciascuna. La prima parte inizia con l’invocazione allo Spirito, quasi con un insistente invito, contrassegnato dalla quadruplice ripetizione del “veni”: «Veni, Sancte Spíritus, et emítte cælitus lucis tuæ rádium». Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Il secondo passo ci fa sentire la grandezza del dono dello Spirito e dello Spirito come dono. Consolatore, ristoro, rifugio, refrigerio: «Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto». Lo Spirito è il Paraclito, che in latino viene tradotto con consolator, ma in greco il termine parákletos vuol dire non solo consolatore, ma anche intercessore, avvocato, suggeritore, accompagnatore. È un termine intraducibile: è come un diamante che ha molte facce.
La terza parte della sequenza riflette sulla realtà dell’uomo spirituale: «Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa».
La quarta parte prega lo Spirito perché la Chiesa sia capace di essere purificata, irrigata, guarita, duttile, elastica, piena di calore: «Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato».
Infine la conclusione che indica il futuro della speranza. Lo Spirito viene per dare: «Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna». Dona morte santa: in latino è salútis éxitum: dà compimento al nostro cammino di salvezza con la gioia eterna, perénne gáudium.
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«Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.»
(Papa Leone XIV)
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venerdì 6 marzo (primo del mese) |
Avvisi della Settimana |
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Dal 28 agosto al 2 settembre Nei prossimi mesi ci lasceremo accompagnare dalla sua vita semplice e luminosa, imparando da lei il cammino della fiducia, dell’abbandono e dell’amore vissuto nelle piccole cose. Chi sente il desiderio di partecipare all’accoglienza di questo dono ed entrare a far parte del gruppo organizzatore, è invitato a una prima riunione giovedì 12 alle ore 18.00,
S.E. Mons. Antony Kattiparambil è nato il 14 ottobre 1970 a Mundamveli, nella Diocesi di Cochin, India. Ha studiato Filosofia presso il St Joseph’s Pontifical Seminary a Alwaye e ottenuto la Licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. È stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1998 per la Diocesi di Cochin. Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma; Vice-Parroco della Santa Cruz Cathedral Basilica a Fort Cochin (1998-2002); Vice-Parroco della St. Sebastian a Thoppumpady (2002-2003); Assistente pastorale presso la Parrocchia di San Francesco di Prato, Italia (2003-2005); Amministratore Parrocchiale della St. Joseph’s a Kumbalanghi (2005-2010); Assistente Pastorale presso la Parrocchia dei Santi Sisinio, Martirio e Alessandro a Brivio, Milano, Italia (2010-2013); Assistente Pastorale presso la Parrocchia di San Pio V a Roma (2013-2016); Parroco della St. Martin a Kallanchery (2016-2021).
qui il video completo della liturgia e l'omelia di Papa Francesco qui per vedere e ordinare le foto
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Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Cochin (India) il Rev.do Sac. Antony Kattiparambil, della medesima Diocesi, finora Vicario Giudiziale, Vicario Episcopale per i religiosi e Parroco della St. Joseph Church.



