9 marzo 1969: visita di papa Paolo VI

 

Domenica 9 marzo, papa Paolo VI visita la parrocchia di San Pio V. Questa è la cronaca della visita riportata dall'Osservatore Romano del 10-11 marzo 1969. Le foto sono tratte dall'archivio parrocchiale.

 

Alla parrocchia di San Pio V, nel quartiere che si estende, ormai popolosissimo, nella zona della Madonna del Riposo, il Papa ha presieduto ieri il rito penitenziale della Quaresima.

Le accoglienze riservate in questa circostanza al Vescovo di Roma per l’atteso incontro pastorale hanno dimostrato quanto era desiderata la visita del Vicario di Cristo in una nuova Roma che il Papa, come Egli stesso ha detto ad inizio del suo colloquio con i fedeli della contrada, conosceva soltanto di riflesso per il fervore delle opere e delle iniziative e per la sempre crescente espansione edilizia. La parrocchia ha superato ormai le venticinquemila anime, ed è costellata, nel suo contesto territoriale, anche da una trentina di istituti religiosi maschili e femminili che da questa altura irradiano la loro azione benefica su tutta la immensa città.

Paolo VI è giunto a S. Pio V poco prima delle 17 ed è stato ricevuto all’ingresso degli edifici parrocchiali sulla piazza (che porta il nome del grande Santo e Pontefice domenicano in onore del quale il tempio fu eretto sedici anni fa dalla Pontificia Opera per la Preservazione della fede con il contributo della Sacra Congregazione allora del S. Offizio, ora per la Dottrina della Fede) dal Signor Cardinale Vicario Em.mo Angelo Dell’Acqua, dal Vicegerente di Roma Mons. Ettore Cunial Arcivescovo tit. di Soteropoli, dal Vescovo  Ausiliare della zona Mons. Filippo Pocci, dal Parroco Don Orlando Picchiantani con i suoi collaboratori D. Edorado Leboroni, D. Antonio Naghes e D. Pedro Rebolé, dagli altri sacerdoti che esercitano il ministero a vantaggio della comunità parrocchiale.

Tra le affettuose ed interminabili manifestazioni di saluto da parte della folla che gremiva l’ampio piazzale e le vie adiacenti e che si sporgeva dalle finestre, tutte addobbate a festa, Paolo VI, com’è ormai simpatica e significativa consuetudine nelle sue visite quaresimali alle parrocchie periferiche, ha voluto riservare il suo primo saluto diciamo così «ufficiale» alle migliaia di bambini che lo attendevano, irrequieti e felici, nel grande cortile dell’oratorio, e che, al suo arrivo, lo hanno salutato sventolando bandierine dai colori papali ed italiani. Da un podio il Papa ha ascoltato un breve indirizzo di omaggio rivoltogli a nome di tutti i bambini del quartiere da un ragazzetto della prima media e ha ricevuto dalle mani di una bambina un album contenente pensierini e propositi, offerte di preghiere e di sacrifici per il Papa e per i suoi desideri di bontà e di pace nel mondo. Paolo VI ha ringraziato, con i piccoli interpreti, tutti gli artefici di questo gradito omaggio, li ha esortati ad essere sempre buoni, in casa, a scuola, in parrocchia sempre conservando la letizia e la vivacità propria della loro età, soprattutto a studiare il catechismo, a far tesoro degli insegnamenti che in tutti questi luoghi ricevono da coloro che sono preposti alla loro educazione e che fanno ogni sforzo perché essi diventino dei buoni cristiani e dei buoni cittadini.

Ha voluto, poi, recitare con loro un «Pater noster» ed un’«Ave Maria» dando loro infine la sua Benedizione, con l’incarico di farsene latori presso i loro genitori, i loro insegnanti e i loro amici, piccoli e grandi. Questa Benedizione, soprattutto, voleva essere il dono e il ricordo del Papa.

Paolo VI si è diretto poi nell’interno del tempio parrocchiale, dove, oltre che una folla di fedeli, si erano raccolte numerose personalità invitate e che facevano corona al Signor Cardinale Giuseppe Beltram, parrocchiano di San Pio V, il Vescovo Monsignor Salmon, Abate Emerito dell’attigua Abbazia di S. Girolamo de Urbe, con tutti i monaci dello stesso Cenobio, il Segretario della Conferenza Episcopale per la Pastorale Mons. Cardini, il Sostituto del Vicariato Mons. Ragonesi, il Procuratore Generale dei Frati Minori P. Lazzari, il Delegato della Radio Vaticana Padre Martegani SJ, i Parroci della XXXIII Prefettura Urbana con i Superiori e le Superiore delle varie comunità religiose della zona, il Delegato per le Cerimonie Pontificie Padre Bugnini CM, la Scuola per i ciechi con il Preside Prof. Ceppi e tutti i ragazzi di Villa Nazareth.

Nell’interno della chiesa si è formata la processione che, presieduta dal Papa e al canto delle nuove Litanie dei santi, ha percorso la navata centrale del tempio e il Largo San Pio V. Qui il sacro corteo ha proceduto lentamente e il Papa si è soffermato più volte per rispondere al saluto dei fedeli e per benedire in particolar modo infermi e bambini.

Rientrata la processione in chiesa, dopo la conclusione delle preci litaniche Paolo VI ha assunto i paramenti violacei per iniziare la celebrazione della Messa che era quella propria della III Domenica di Quaresima. L’Epistola e il Vangelo sono stati letti dai due vice Parroci. I canti della liturgia popolare appositamente composti, quali le invocazioni per l’Introito, il Graduale, l’Offertorio e quelle per la Comunione, sono statei eseguiti alla perfezione dalla «Schola cantorum» parrocchiale sotto la direzione di D. Edoardo Leboroni.

Dopo la lettura del Vangelo Paolo VI ha rivolto ai fedeli la sua omelia che è stata diffusa attraverso gli altoparlanti della Radio Vaticana anche sulla piazza e nelle vie adiacenti.

Alla Comunione, il Papa ha distribuito il Pane Eucaristico a cinquanta rappresentanti delle opere parrocchiali, alle suore, a vari collaboratori nonché ad alcuni infermi.

Al termine del Divin Sacrificio che è stato seguito dalla raccolta pietà dei fedeli, il Papa ha rivolto nuovamente la sua parola ai parrocchiani, per annunciare il dono che Egli stava facendo alla parrocchia, il calice e la pianeta con la quale aveva celebrato la S.Messa e una offerta per i poveri della parrocchia. Un fervido applauso ha salutato l’abbraccio che Paolo VI si è scambiato con il Parroco e i Vice Parroci, applauso che si è rinnovato, festoso e, diremmo, addirittura incontenibile, quando Paolo VI sul sagrato della chiesa, prima di lasciare San Pio V, ha rivolto alla folla che lo attendeva, per un affettuoso commiato, oltre le transenne, un nuovo saluto e una nuova Benedizione, con la quale rinnovava i suoi voti di vita serenamente cristiana aggiungendo a questo l’augurio paterno per le non lontane feste pasquali.

Erano ormai scese le ombre della sera e il quartiere si andava punteggiando di migliaia di luci. Paolo VI ridiscendeva, benedicente, sulla macchina scoperta, verso S. Pietro, concludendo nella pace del vespro domenicale la sua ventiquattresima visita quaresimale alle parrocchie romane.

 

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Leggi qui il testo dei discorsi e dell'omelia pronunciati da Paolo VI (riportati in Insegnamenti di Paolo VI, vol. VII: an. 1969, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana).