Vivere da giovani oggi, nel nostro tempo, significa anche interessarsi al territorio e porre i propri talenti a disposizione della comunità. Uno sforzo grande se, tantopiù, il territorio non è neppure quello che ti ospita ma è lontano migliaia di chilometri.

Devono aver pensato questo i ragazzi scout del Clan Jonathan Livingston di San Damiano d’Asti che, con il contributo di Libera, hanno avuto l’idea di autoprodurre un cortometraggio riscoprendo una storia di ‘ordinario coraggio’ in una zona, come quella di Sessa Aurunca nel Casertano, dominata dai clan della camorra.

La storia è quella di un giovane padre, Alberto Varone, papà di cinque figli e gestore di un piccolo negozio di mobili. Alberto si batte per la sua vita, i suoi figli, sua moglie Antonietta e arrotonda i suoi guadagni consegnando giornali e riviste in una trentina di edicole della zona. Ma alla camorra questo non va bene. Prima gli chiedono il ‘pizzo’, poi di svendere la sua attività, di fatto divenendo complice dei clan. Lui si rifiuta e grida il suo ‘’no’’ in faccia al boss Mario Esposito. Viene ucciso, la notte del 24 luglio 1991, crivellato di colpi, mentre guida la sua auto piena di giornali da consegnare.

Prima di morire riesce, però,  a far capire alla moglie chi è stato ad ucciderlo. Da qui inizia un’altra storia, anche questa tragica. Uno dei figli di Alberto, Giancarlo, decide di riprendere il lavoro del papà, anche per onorare la sua memoria, distribuendo almeno i giornali. Ma dopo varie vicissitudini e minacce, la moglie di Alberto, Antonietta, con l’aiuto dell’allora vescovo di Sessa Aurunca, mons. Nogaro decide di denunciare gli assassini del marito che poi verranno condannati. E’ una seconda morte per la famiglia Varone. In pochi giorni scatta per loro il programma di protezione e l’intera famiglia è costretta a lasciare la propria terra. Da allora non si sa più nulla di loro e fin anche la tomba di Alberto, per il timore di profanazioni, viene spostata in una località ad oggi sconosciuta.

Ma questa storia tragica e dimenticata, quasi ‘cancellata’ anche fisicamente da un territorio, ha trovato di nuovo vita nelle coscienze di molti. E così ‘’Fiori dal cemento’’, questo il titolo del lavoro cinematografico svolto dai ragazzi piemontesi, si plasma pian piano fino ad avere importanti riconoscimenti ed essere presentato al Viminale alla presenza dello stesso presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi, e del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico.  Una sfida ai tanti mali che ci affliggono così come alle chiusure che ci attanagliano.

E’ quasi commovente sentire le figure di Alberto, Antonietta, dei suoi amici e dei suoi aguzzini rivivere ed assumere un’inflessione piemontese. E’ quasi una chiamata a correo… Cosi’ come la nascita della Cooperativa ‘’Al di là dei sogni”, fatta sempre da giovani e nata su un bene confiscato nel ’94 al clan Moccia di Afragola. Bene confiscato e sede del presidio di Libera per il Comune di Sessa Aurunca.

Come non pensare, in conclusione, ai dati diffusi recentemente dall’Agenzia per i beni confiscati che ha quantificato in circa 10 miliardi di euro l’anno il solo valore nominale di tutto il patrimonio confiscato alle mafie, una sorta ‘’di piccola finanziaria’’?  Come non pensare a quanto questa economia malata e sommersa incide sul futuro di troppi giovani?

E come non pensare che queste ombre inquietanti si aggirano anche nella nostra città (e forse nel nostro quartiere) come più volte dimostrato dalla stessa Procura nazionale antimafia?

‘’Siamo pronti a rinascere come fiori dal cemento’’. Queste le ultime parole e l’eredità cosegnateci da Antonietta in una straziante lettera scritta al suo Alberto, ‘’ormai in cielo’’, prima di lasciare la sua casa di Sessa Aurunca.

Un lascito per tutti noi.

g.c.

Foto

 

                                                            Chiesa di San Pio V, Presepe Natale 2019

“Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza,
apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti
in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite." (Papa Francesco)

 

 

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MARTEDI' 21 GENNAIO
ORE 18.00
 “La pastorale con
la persona anziana"

  

Avvisi della Settimana

  

  

18-25 gennaio: Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

 

Gruppo "Amici 60 e più..."
mercoledì 22 gennaio ore 16.00
incontro con don Donato

 

 

Il 50° di ordinazione sacerdotale di Papa Francesco:
gli auguri della comunità diocesana di Roma

 La comunità diocesana di Roma si stringe attorno al suo vescovo Papa Francesco in occasione del cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale, il 13 dicembre. La ricorrenza era stata già ricordata domenica 8 dicembre con una speciale intenzione di preghiera, proclamata durante tutte le Messe in tutte le chiese della diocesi. Alla vigilia dell’anniversario stesso, il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive un messaggio a nome di tutta la comunità diocesana.
Di seguito il testo:

La Chiesa di Roma non si dimentica di pregare per Lei Santo Padre. Per Lei sale a Dio la preghiera dei piccoli, dei bambini delle nostre comunità, che Lei benedice con affetto di Padre. Sale al Signore per Lei la preghiera dei poveri, che Lei ama in modo privilegiato; la preghiera degli anziani e dei malati, che offrono le loro sofferenze per la Chiesa. Per Lei è la preghiera dei giovani, spinti dal Suo entusiasmo missionario; e delle famiglie, chiamate a vivere la Gioia dell’Amore. Per Lei è la preghiera di tutti noi, pronti a portare il Vangelo della gioia. E la preghiera dei ministri ordinati, chiamati a camminare insieme al Suo passo per le periferie esistenziali della nostra città. Per Lei è la preghiera dei consacrati e delle consacrate, segno di speranza per la nostra Chiesa.
Per Lei, per la Chiesa e per il mondo, è tutta la nostra preghiera, come anche il ringraziamento per come ci sta portando per mano per le vie dell’uomo, “misericordiando”, con uno sguardo di amore e di tenerezza. Una preghiera quotidiana si innalza per Lei, successore di Pietro, da questa sua città. Oggi in particolare rendiamo grazie al Signore per il dono delle Sue mani consacrate cinquanta anni fa, che sono levate in alto per intercedere per noi, e che sono protese verso tutti per trasmettere amore.
Senta queste Sue mani alzate sostenute dalle nostre, ogni giorno, in ogni istante.
Auguri di cuore, Santità!

13 dicembre 2019