Secondo la Chiesa oggi è capodanno. È infatti l'inizio di un nuovo anno liturgico. Un dono che il Signore ci offre per orientare il nostro cammino verso un avvenimento ben definito: la sua venuta. Quali sorprese ci sta preparando?

La Chiesa ci dice di aprire il cuore alla Speranza, di svegliare il nostro desiderio e metterci in atteggiamento di cammino e di attesa. Tutto l'anno è un'attesa. L'Avvento è attesa del Signore, la Quaresima è attesa della Resurrezione, il tempo pasquale è attesa dello Spirito Santo, il tempo ordinario è attesa del ritorno finale di Gesù. Ma qual è l'oggetto della nostra attesa dal momento che il cristiano è colui che attende? Sbagliare oggetto dell'attesa potrebbe portare a delusioni frustranti. Bisogna avere le idee chiare. L'oggetto della nostra attesa è Gesù. In Lui c'è ogni pienezza, in Lui si compie ogni desiderio.

Cosa vuol dire attenderlo dal momento che è già venuto in terra oltre duemila anni fa? Ci ha detto che tornerà ma, anche se ci ha esortato alla vigilanza, non sembra proprio che il suo ritorno sia imminente, probabilmente non entro quest'anno.

Potremmo pensare alla sua venuta come al momento della nostra morte, ma non è proprio il caso: più che confratelli della buona morte, i cristiani sono testimoni della resurrezione. E c'è di più. Colui che attendiamo non è che deve venire ma è già presente, è con noi. Quel Gesù che è vissuto per trent’anni nella Palestina, circoscritto nel tempo e nello spazio, quando ha lasciato definitivamente in maniera visibile questa terra ha detto: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

L'umanità di Gesù riempie tutta la storia e tutto lo spazio. Tutto il mondo è pieno della sua Presenza. Parlo della presenza di Gesù, di un Dio fatto uomo. Egli si è fatto veramente uomo ed in questa umiliazione, in questo abbassamento supremo, Egli inizia il suo incontro con noi. Lo ha fatto per parteciparci il Suo Amore. Dio si è fatto uomo e come uomo ci ama. Si è fatto uomo ma rimane Dio. Un Dio che non vuole avere nell'umanità una opacità, una riserva mentale, propria di ogni natura umana quando si tratta di donarsi veramente. Mai gli uomini si comprendono appieno tra di loro, mai sono penetrati così totalmente da essere uno nell'altro. Dio solo ci penetra fino in fondo. L'uomo può essere visitato, a pieno e in modo totalmente trasparente, penetrabile solo da Dio. Solo di fronte a Dio non si è segreti. Egli totalmente ti penetra. Solo di fronte a Dio cessano tutte le barriere, cadono tutti i diaframmi e l'anima è invasa dall'Ospite divino. L'uomo è in Dio come un pesce nell'acqua. Tutto questo però, sembra impossibile, è da scoprire.

Il vero Dio è “un Dio nascosto” che solo con la fede si scopre e si rivela. Ecco perché la fede è indispensabile per essere veramente uomini. Da questa scoperta di Dio e dal rimanere alla sua presenza dipende tutto lo spessore della vita cristiana. “Cammina davanti a me e sarai perfetto” dice il Signore ad Abramo. Scoprire di essere abitati da Dio e vivere alla sua Presenza è il segreto della libertà dell'uomo. Una volta scoperto Dio il cristiano necessariamente deve fuggire l'oblìo e vivere in continua conversazione con Lui. Solo una Presenza onnipotente e amante come la Sua potrà neutralizzare l'uomo da tutti i condizionamenti a cui è costretto dalla tecnica e dalla malizia moderna. Quando si dice che la fede libera, salva, si intende questo e soltanto questo. La grande novità di ogni giorno non è rappresentata dalle notizie più o meno solleticanti del giornale, ma dalla Presenza Onnipotente da cui siamo abitati. All'inizio di quest'anno Gesù ci ripete quello che disse alla Samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio”. Potrebbe essere il nuovo anno liturgico l'occasione della grande scoperta che ci porterà a vivere sotto lo sguardo di Dio, a non trovarci sdraiati e addormentati e ci indurrà a rinunciare a tutto ciò che nella nostra vita ha preso il posto di Lui.

La strada è la preghiera di cui la Chiesa è maestra e attraverso cui conduce i cristiani alla vera libertà. Dire “Vieni Signore Gesù” vuol dire “rivelati, mostrati, fatti sentire Signore Gesù”.

Don Donato

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Dio non si è stancato di noi.
Accogliamo la Quaresima come il tempo forte in cui la sua Parola ci viene nuovamente rivolta:
«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile» (
Es 20,2).
È 
tempo di conversione, tempo di libertà

(Papa Francesco)


 

 

 

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