(Mt 5,13-16) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salatoì A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 

Un Dio che dice: «voi siete la luce del mondo» è un Dio che non ha paura dei nostri sbagli e delle nostre inadempienze, è un Dio che ci dà un compito commisurato alla fiducia che pone in noi; vien da dire: Lui Luce in se stesso si accontenta di poco, delle nostre piccole luci. Noi siamo le lucerne che Egli mette nel mondo, «davanti agli uomini», piccoli segnali, simili a paracarri luminosi nella notte, per segnare la direzione, per indicare quale sia la strada che porta a Lui.

Se noi, che osiamo parlare di Lui, spegniamo la lucerna, il mondo ha una zona in più nelle tenebre. Sì, andare per il mondo come sue piccole luci è una grande responsabilità, ma anche una sorpresa. E se Lui si accontenta del nostro essere luce, perché noi stessi non possiamo confidare? Perché non possiamo «permetterci» di essere la luce del mondo? Perché i genitori non possono essere contenti di essere la luce per quel piccolo mondo che è la famiglia?

Alla lucerna basta bruciare: bruciando illumina. A noi basti avere un cuore ardente. Non preoccupiamoci di quanti riusciamo a illuminare. Non conta essere visibili o rilevanti, essere guardati o ignorati, ma essere luce; a noi basti spezzare il pane ed esporci alla luce di Cristo; a noi basti fare alleanza con ogni creatura. E saremo semplicemente noi stessi, un cuore di luce, e riusciremo semplicemente a vivere accesi.

Don Donato

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                                                            Chiesa di San Pio V, Presepe Natale 2019

“Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza,
apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti
in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite." (Papa Francesco)

 

 

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