Stiamo con fatica imparando quello che prima era automatico: il giusto rapporto tra vicinanza e distanza di sicurezza.

Salvarci dagli altri per salvare gli altri da noi.

È talmente inserito nel nostro DNA il bisogno di incontro, di abbraccio, di contatto, che ci è difficile pensare che siamo frutto anche del distacco: dal grembo materno, da casa, dall'infanzia.

Senza contatti non possiamo stare, ma anche senza distanze.

Per esempio, quando ti viene voglia di stare in riva al mare da solo o in cima ad una montagna.

Perfino Dio ci insegna che il dono più bello della sua unione con noi, il suo corpo e il suo sangue, viene da Gesù in croce, abbandonato da tutti.

Forse dobbiamo imparare la distanza che rispetta gli altri, che vuole il loro bene, non quel distacco che fa male, che chiude per disprezzo e diffidenza.

Quello che oggi ci viene detto per necessità (stai lontano almeno un metro), un giorno potrà essere una scelta di incontro più consapevole, libero, gioioso.

Don Donato

 

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Nel buio di una notte oscura nasce un bambino, nasce Gesù salvatore.
La parola si è fatta carne, debole e tremolante come la luce di una candela, debole come noi.
Le guerre e gli odi non potranno oscurarla perché la luce vince le tenebre della morte con la vita,
l’odio con l’amore, la menzogna con la verità.

Carlo Maria Martini


 

 

 

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    • Auguri di Buon Natale!

      Auguri di Buon Natale!Caro fratello, cara sorella, mi ha colpito, giorni fa, il titolo di un’intervista a papa Francesco: “il Natale che vorrei”. È vero anche per noi, cittadini smaliziati di questa epoca che ormai pensa di aver visto di tutto. Arriviamo a Natale sempre pieni di desideri e di sogni. Anche se rifiutiamo l’idea di dover essere buoni a comando, il Natale ci invita a sognare un mondo migliore per tutti. ...

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