"Guidati dai Santuari sparsi nel mondo in questo mese di maggio, recitiamo il Rosario per invocare la fine della pandemia e la ripresa delle attività sociali e lavorative" (Papa Francesco, udienza generale, 5 maggio 2021).

 

Promossa dal dicastero per la Nuova Evangelizzazione, la preghiera mariana coinvolge 30 Santuari di tutti i continenti.

Di seguito, la lista dei luoghi dai quali viene recitato il Rosario ogni giorno, alle ore 18.00 e il link per unirsi in diretta alla preghiera:

 

Sabato 01 maggio, ore 18.00:  Basilica Vaticana (Madonna del Soccorso), Città del Vaticano - rivedi

Sabato 01 maggio, ore 19.00:  Nostra Signora di Walsingham, Inghilterra - rivedi

Domenica 02 maggio ore 18.00: Jesus the Saviour and Mother Mary (Elele), Nigeria - rivedi

Lunedì 03 maggio, ore 18.00: Madonna di Częstochowa, Polonia - rivedi

Martedì 04 maggio, ore 18.00: Basilica dell'Annunciazione (Nazareth), Israele - rivedi

Mercoledì 05 maggio, ore 18.00: Beata Vergine del Rosario (Namyang), Corea del Sud - rivedi

Giovedì 6 maggio, ore 18.00: Nostra Signora Aparecida (San Paolo), Brasile - rivedi

Venerdì 07 maggio, ore 18.00: Our Lady of Peace an Good Voyage (Antipolo), Filippine - rivedi

Sabato 08 maggio, ore 18.00: Nostra Signora di Lujan, Argentina - rivedi

Domenica 09 maggio, ore 18.00: Santa Casa di Loreto, Italia - segui la diretta
Lunedì 10 maggio, ore 18.00: Nostra Signora di Knock, Irlanda - segui la diretta

Martedì 11 maggio, ore 18.00: Vergine dei Poveri (Banneux), Belgio - segui la diretta

Mercoledì 12 maggio, ore 18.00: Notre Dame d'Afrique (Algeri), Algeria - segui la diretta

Giovedì 13 maggio, ore 18.00: Beata Vergine del Rosario (Fatima), Portogallo - segui la diretta

Venerdì 14 maggio, ore 18.00: Nostra Signora della Salute (Vailankanni), India - segui la diretta

Sabato 15 maggio, ore 18.00: Madonna Regina della Pace (Medjugorje), Bosnia - segui la diretta

Domenica 16 maggio, ore 18.00: St Mary’s Cathedral (Sydney), Australia - segui la diretta

Lunedì 17 maggio, ore 18.00: Immacolate Conception (Washington), USA - segui la diretta

Martedì 18 maggio, ore 18.00: Nostra Signora di Lourdes, Francia - segui la diretta

Mercoledì 19 maggio, ore 18.00: Meryem Ana (Efeso), Turchia - segui la diretta

Giovedì 20 maggio, ore 18.00: Nuestra Señora de la Caridad del Cobre, Cuba - segui la diretta

Venerdì 21 maggio, ore 18.00: Madonna di Nagasaki, Giappone - segui la diretta

Sabato 22 maggio, ore 18.00: Nuestra Senora de Montserrat, Spagna - segui la diretta

Domenica 23 maggio, ore 18.00: Notre Dame du Cap (Trois Rivières), Canada - segui la diretta

Lunedì 24 maggio, ore 18.00: Nostra Signora di Lourdes a Nyaunglebin (Myanmar) - segui la diretta

Martedì 25 maggio, ore 18.00: Santuario Nazionale Madonna Ta' Pinu, Malta - segui la diretta

Mercoledì 26 maggio, ore 18.00: Nostra Signora di Guadalupe, Messico - segui la diretta

Giovedì 27 maggio, ore 18.00: Madre di Dio (Zarvanytsia), Ucraina - segui la diretta

Venerdì 28 maggio, ore 18.00: Madonna Nera di Altötting, Germania - segui la diretta

Sabato 29 maggio, ore 18.00: Nostra Signora del Libano (Harissa), Libano - segui la diretta

Domenica 30 maggio, ore 18.00: Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, Italia - segui la diretta

Lunedì 31 maggio, ore 18.00: Giardini Vaticani, Città del Vaticano - segui la diretta

 


Giornalista, vaticanista, parrocchiano di San Pio V, nel suo ultimo libro Per un’altra strada, La leggenda del Quarto Magio (Paoline, 2020), Mimmo Muolo racconta la leggenda di Artaban, un inno alla speranza per tutti quelli che credono di essere rimasti indietro nella vita, un incoraggiamento per chi si sente sopraffatto dal dolore causato dal lutto e dalla malattia, il miglior regalo di Natale per chi crede di avere irrimediabilmente imboccato la strada sbagliata.

 

Perdere l’orientamento e ritrovarlo

C'è un Artaban in ognuno di noi, quando stentiamo a credere, a mettere insieme i pezzi della nostra vita, quando non ci decidiamo a seguire le ispirazioni buone che però ci scandalizzano perché, in un mondo che urla e strepita, ci invitano alla mitezza.

C’è un Artaban in ognuno di noi quando crediamo di aver fallito, dopo averle ormai tentate tutte, invano.

C’è un Artaban in ognuno di noi quando temiamo di aver sprecato i nostri talenti, per aiutare altra povera gente come noi, mentre avremmo voluto orgogliosamente consacrarli sull’altare di un dio.

C’è un Artaban in ognuno di noi quando sperimentiamo che l’ultima parola ce l’ha Dio e non noi, quando sentiamo il suo perdono che ci rigenera a una nuova vita, perché sì, è possibile rinascere. 

Non solo l’iniquità mi aveva portato fuori strada, ma perfino l’occasione di fare del bene. C’era forse un messaggio in tutto questo? Perdere l’orientamento e ritrovarlo fa parte della vita, ora lo so (p. 101).

Ma, chi sono i Re Magi?

Chi rappresentano quelle tre statuine che ogni anno collochiamo (ma non subito, prima i pastorelli!) proprio davanti alla grotta, un po’ stonati nel contesto, tra pecore e maialini, con i loro cammelli e gli scrigni in mano?

Mimmo Muolo, nel suo ultimo libro, Per un’altra strada, La leggenda del Quarto Magio, ci conduce a guardare oltre i ricchi vestiti e i doni preziosi (un sano atteggiamento da adottare anche con le persone che incontriamo nella realtà!) per scoprire il loro cuore di saggi e studiosi, capaci di mettere da parte i libri per incamminarsi, attraverso il deserto, pellegrini come tanti che nei secoli hanno fatto lo stesso percorso, quello che va dalla testa al cuore, perché l’amore è la forma più profonda di conoscenza (p. 49). C’è una sofferenza nello studioso come nel pellegrino, dovuta all’incertezza della ricerca, al dubbio continuo sul cammino intrapreso, all’ostilità del deserto che necessariamente bisogna attraversare per arrivare alla meta del viaggio.

Ma soprattutto ci fa conoscere il Quarto Magio, che la leggenda vuole non sia arrivato a Betlemme insieme agli altri tre, perché troppo geloso delle sue intuizioni, troppo presuntuoso, forse anche troppo giovane ma comunque risoluto a raggiungere l’obiettivo per un’altra strada più tortuosa, più lunga, più faticosa.

Noi continueremo a seguirlo a fino a Betlemme e non ci rinunceremo neanche se dovessero offrirci tutti i regni della terra. Mi auguro tu possa fare lo stesso: seguire la strada dell’amore che serve. E sono certo che, per quanto grande sia il tuo ritardo, arriverai anche tu (p. 100).

Chi è il Dio che cerchiamo?

Niente più sacrifici, né idoli, né offerte. Artaban si apre con difficoltà a un Dio così diverso da quelli che conosceva e dall’immagine di Lui che si era costruito con il suo sapere. Un Dio che si fa pane, un Dio che muore, un Dio che infrange le regole e le capovolge. Un Dio al contrario di tutti gli altri (p. 70).

La conoscenza non basta, spiega Baldassarre al giovane Magio, il sapere senza l’amore prima o poi si ritorce contro l’uomo (p. 49); ai piedi della verità deponi l’amore (p. 134). La scelta di affidare questo messaggio alle parole di un intellettuale, un sapiente, un profondo conoscitore e interprete delle profezie, ci dà la dimensione dell’uomo, del credente che c’è dietro il racconto. Arrivare a questa consapevolezza è frutto della grazia che lavora in noi perché trova terreno fertile.

Gesù ha capovolto per sempre l’asse del nostro rapporto con Dio […] Dio che per primo si cura di noi, rimuovendo le paralisi causate dai nostri peccati. E noi non dobbiamo far altro che accogliere il suo amore nella nostra esistenza. Un amore totale, definitivo, che ci fa rinascere a vita nuova (p. 193).

Valentina Raffa

 

 

L’8 dicembre gli amici del Magnificat di Gerusalemme hanno offerto alla comunità di San Pio V una bellissima occasione musicale: il concerto dell’Immacolata.

L'Istituto "Magnificat" di Gerusalemme é una Scuola di Musica sorta nel 1995 per volontà del Capitolo della Custodia Francescana di Terra Santa. L’Istituto Magnificat è legato al Conservatorio di Musica "A. Pedrollo" di Vicenza da una convenzione di collaborazione, in virtù della quale l’Istituto ha adottato i programmi del Conservatorio per tutti i livelli di insegnamento di base.

Nel 2010 il Conservatorio ha deciso di creare una sede all’estero presso ed in collaborazione con l’Istituto Magnificat, per offrire a Gerusalemme un cursus accademico in alcune discipline specifiche (pianoforte, organo, musica liturgica, canto). I corsi accademici sono stati inaugurati nell'autunno del 2015.

Attualmente la Scuola conta circa 200 allievi e 28 insegnanti. Il Magnificat è l’unica scuola di musica presente nella Città Vecchia di Gerusalemme. E da qui, da questo conteso lembo di terra, l’armonia della musica si espande in tutto il Medio Oriente.

Ciò che rende speciale il Magnificat è che insieme studiano e lavorano Cristiani di tutte le confessioni, Ebrei e Musulmani. La maggioranza degli allievi sono Cristiani, mentre la maggioranza dei docenti sono Ebrei.

La tournée romana del gruppo di studenti del Magnificat, accompagnati dal direttore P. Alberto J. Pari e da alcuni insegnanti, è iniziata presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, è proseguita nella Chiesa di Sant'Ippolito e si conclusa a San Pio V.

La musica unisce tanto da realizzare un vero laboratorio di pace. Noi come comunità parrocchiale siamo chiamati a sostenere le attività dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme (www.magnificat.custodia.org/it)

Andrea Colucci

 

In fila indiana, ben distanziati, mascherine che coprono naso e bocca, i parrocchiani di San Pio V a Roma attendono sotto il sole che lo scout all'ingresso dia il segnale. Occhi che sorridono e mani che salutano, è bello rivedersi dopo oltre due mesi per la Messa. E l'attesa si consuma tra i «come stai» e i «finalmente ci siamo».

Poi la fila comincia a scorrere. Prima sosta, proprio sulla soglia, per la misurazione della temperatura. La seconda per la sanificazione delle mani davanti al distributore automatico del gel, la terza nel posto segnato con un cartello sulla spalliera dei banchi: «Siedi qui».

Manca una manciata di minuti alla Messa delle 11. Ci sono già state quelle delle 8, delle 9 e delle 10. Seguiranno la celebrazione di mezzogiorno e altre due nel pomeriggio. E la scena si ripete costante.

La messa delle 11.30 di domenica 8 marzo, l'ultima prima del lockdown. 

 

Ingressi ordinati, posti assegnati (due per banco, disposti a scacchiera, a distanza di sicurezza), la celebrazione e infine l'uscita da una porta diversa da quella di ingresso. Tra una Messa e l'altra il gruppo dei volontari provvede a sanificare l' aula liturgica. Tecnica semplice ed efficace: il primo spruzza di amuchina le superfici, altri due o tre lo seguono muniti di stracci pulitori. L'olio di gomito fa il resto. E i fedeli della celebrazione successiva non entrano fin quando l'operazione "Messa pulita" non finisce.

Anche qui, quartiere Aurelio della Capitale, l'Ascensione del 2020 sarà da ricordare. Si torna a partecipare di persona dopo il lockdown per il Covid-19. Ed è una festa, contenuta e ordinata, ma vera. La scelta del parroco, don Donato Le Pera di aumentare il numero delle Messe ha dato i suoi frutti positivi. Nessuna ressa, anche se gli ingressi erano contingentati fino a cento fedeli per liturgia. E il raccoglimento, il silenzio, la partecipazione orante, persino i canti intonati a memoria - con l'ausilio dell'organo a canne e di un cantore solista come guida dell'assemblea - ricreano l'atmosfera "normale" di gennaio e febbraio.

Certo, le "stimmate" di ordinaria precauzione si vedono eccome. Non solo i fedeli nei banchi, ma anche i lettori all'ambone portano la mascherina. Ma proclamazione della Parola di Dio non ne risente. Idem per la preghiera dei fedeli. Un salto nel passato, invece, al momento della raccolta delle offerte. Al posto dei consueti cestini, rispuntano le sacche collocate all'estremità di lunghi supporti in legno, come si usava diversi decenni fa. E così sia l'incaricato del servizio, sia i fedeli che vi depositano il loro obolo restano a distanza di sicurezza.

Quando si arriva al momento della distribuzione dell'Eucaristia, il parroco, un ministro straordinario e due viceparroci sanificano le mani, infilano i guanti monouso e dopo essersi divisi le navate della chiesa si avvicinano ai fedeli che devono fare la Comunione, lasciando cadere la particola da qualche centimetro di distanza nelle mani di ognuno. Il digiuno è finito. L'aula liturgica risuona di tanti convinti «Amen».

E poco dopo, sul sagrato, ci si dà appuntamento a domenica prossima. Così sia, speriamo per sempre. Senza altre interruzioni.

Mimmo Muolo

(da “Avvenire” di martedì 26 maggio 2020)

 

È stata una gradita sorpresa quella che i parrocchiani di San Pio V hanno ricevuto domenica 28 aprile alle santa Messa della sera, presieduta da Mons. Ciro Quispe Lopez, vescovo di Juli (Perù).

Già, perché “Don Ciro”, come molti ricordano, è stato collaboratore a San Pio V dal 2004 al 2011, durante i suoi studi biblici a Roma.

A dargli il benvenuto a San Pio V il nostro parroco, don Donato, e a concelebrare, oltre a don Armando, anche don Luigi Storto, parroco a San Pio V dal 1991 al 2012 e che accolse in parrocchia il giovane prete peruviano, inviato a Roma dalla mitica Cuzco.

La nomina episcopale, come ha raccontato lo stesso Don Ciro, è giunta inaspettata nel novembre scorso, comunicatagli dal nunzio in Perù che lo destinava alla “prelatura territoriale” di Juli. Juli è la capitale della provincia di Chucuito e si trova nella parte occidentale del lago Titicaca (il lago più alto del mondo, a 4mila metri di altitudine), nella parte meridionale del Perù, al confine con la Bolivia.

La prima decisione presa dal nuovo vescovo è stata quella di tenere la cerimonia di consacrazione episcopale (il 15 dicembre) nella cattedrale di Juli, per sottolineare il legame che ha voluto subito instaurare con la sua nuova famiglia, che ha accolto il nuovo vescovo in un tripudio di folla (http://prelaturadejuli.pe/2018/12/15/ordenacion-episcopal-de-monsenor-ciro-quispe-en-juli/) insieme ai 23 vescovi che hanno concelebrato.

Nei saluti finali di quella messa, non è mancato il ricordo (in italiano) agli amici romani da parte del novello vescovo. Dalla “piccola Roma” alla “Roma imperiale”, ha detto don Ciro. Sì, perché Juli viene soprannominata la “Roma delle Ande”, a motivo della presenza di varie chiese (tra cui la cattedrale) costruite dai discendenti dei “conquistadores”.

Infine, dopo la messa a San Pio V, don Ciro si è intrattenuto a salutare i vecchi amici e a illustrare brevemente una delle realtà presenti nella sua diocesi e alla quale ha dedicato, insieme a don Luigi Ginami, un libro: si tratta del carcere di massima sicurezza di Challapalca che sorge a 5050 metri di altezza, definito “un piccolo inferno umano” sul quale si sta realizzando un progetto di assistenza (http://www.edizionimessaggero.it/ita/catalogo/scheda.asp?ISBN=978-88-250-5001-1).

Insomma, tanti motivi che continuano a legarci a monseñor Ciro e al Perù, che così può diventare meno lontano.

D.C.


Notice: Undefined property: JPagination::$pagesTotal in /web/htdocs/www.sanpiov.it/home/templates/a4joomla-countryside-free/html/com_content/category/blog.php on line 109

Foto

 

Madonna del Riposo, guariscici, o almeno dacci una tregua.
Accoglici in braccio come qui fai con tuo Figlio. Tutti nel dolore ridiventiamo bambini.
Continua a sorriderci, o Maria, perché non ci perdiamo nel buio.  

 

 

  • Editoriale

    • Il giudice Beato

      Il giudice BeatoLa beatificazione del giudice Rosario Livatino, primo magistrato italiano proclamato martire della giustizia in odio alla fede, ci ricorda che: - Si può essere buoni cristiani e onesti cittadini nel rispetto della giustizia e nella missione di far rispettare la giustizia. - Mafia e Vangelo sono incompatibili. Ma quanti hanno dato la vita per ricordarci queste due semplici verità! Papa...

      Leggi Tutto

  • Documenti

    • Foto Gallery
      Vai alla sezione Documenti per leggere e scaricare testi e documenti

Evento

 

  

Avvisi della Settimana

 

venerdì 1 ottobre (primo del mese) 

 

 

Iscrizioni catechismo 2021-2022

 Da lunedì 13 settembre a lunedì 4 ottobre

-Le iscrizioni al I e II anno di Comunione e Cresima si svolgono
ogni giorno (dal lunedì al venerdì) in segreteria dalle 17 alle 19.

-Per la Comunione i giorni da scegliere sono il lunedì o il martedì dalle 17 alle 18. Per la Cresima solo il venerdì dalle 18 alle 19.
Gli incontri sono tutti in presenza.

Per chi ha frequentato il primo anno, il giorno rimane invariato.

-Gli incontri di catechismo per la Comunione e II anno Cresima inizieranno nella settimana dal 18 al 22 ottobre.

-L’inizio del catechismo per il I anno Cresima
sarà comunicato in seguito.

 

mercoledì 22 settembre ore 16.30
riprendono gli incontri del
GRUPPO "60 e più"

 

mese di ottobre dedicato alla preghiera con Maria
da sabato 2 ottobre Rosario alle 18,30
tutti i giorni prima della Messa
 

 da sabato 18 settembre al 16 ottobre
alle ore 10.00 e alle ore 11.30
Prime Comunioni dei bambini della parrocchia

 

  

 



  

 

Cambia il Messale
Da domenica 29 novembre, Prima di Avvento,
è stato adottato il nuovo Messale Romano
che prevede una nuova versione in italiano.

scarica qui il foglio con le principali novità