Noi c’eravamo. Dal 1 al 10 agosto gli scout di tutta Italia sono stati coinvolti nella terza Route Nazionale organizzata dall’Agesci (Associazione Guide ed Esploratori Scout Cattolici Italiani) e noi – Rover e Scolte del Clan Frecciagialla del gruppo scout della parrocchia (19 ragazzi e 3 capi) – c'eravamo.

La Route era divisa in due parti: una mobile, in cui divisi per clan si faceva strada, e una fissa nella tenuta di San Rossore, in Toscana.

 

Durante la prima parte siamo stati ospitati dal clan di Villacidro, in Sardegna, assieme ad un clan di Trapani e uno di Cogoleto (Genova). Lì abbiamo avuto l'occasione di conoscerci e scoprirci, in modo da poter arrivare a San Rossore carichi e pronti a ritrovarci con più di altre 30.000 camicie azzurre.

La Route è stata occasione di divertimento, di riflessione e sopratutto di confronto. Abbiamo, infatti, avuto la possibilità di lavorare alla Carta del Coraggio, un documento scritto da noi e consegnato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla Chiesa nelle mani del Cardinal Bagnasco e all'Agesci stessa.

Su quelle pagine erano e sono impressi i nostri impegni, le nostre richieste e tutti ciò in cui noi, Rover e Scolte, crediamo.

La Route è stata una sfida, una richiesta di coraggio, alla quale noi abbiamo risposto, guardando dritti al futuro e con la speranza di poter cambiare il mondo o almeno lasciarlo un po' migliore di come lo abbiamo trovato.

Maria Chiara Tomasini

Per leggere il testo finale della Carta del coraggio clicca qui

Vivere da giovani oggi, nel nostro tempo, significa anche interessarsi al territorio e porre i propri talenti a disposizione della comunità. Uno sforzo grande se, tantopiù, il territorio non è neppure quello che ti ospita ma è lontano migliaia di chilometri.

Devono aver pensato questo i ragazzi scout del Clan Jonathan Livingston di San Damiano d’Asti che, con il contributo di Libera, hanno avuto l’idea di autoprodurre un cortometraggio riscoprendo una storia di ‘ordinario coraggio’ in una zona, come quella di Sessa Aurunca nel Casertano, dominata dai clan della camorra.

La storia è quella di un giovane padre, Alberto Varone, papà di cinque figli e gestore di un piccolo negozio di mobili. Alberto si batte per la sua vita, i suoi figli, sua moglie Antonietta e arrotonda i suoi guadagni consegnando giornali e riviste in una trentina di edicole della zona. Ma alla camorra questo non va bene. Prima gli chiedono il ‘pizzo’, poi di svendere la sua attività, di fatto divenendo complice dei clan. Lui si rifiuta e grida il suo ‘’no’’ in faccia al boss Mario Esposito. Viene ucciso, la notte del 24 luglio 1991, crivellato di colpi, mentre guida la sua auto piena di giornali da consegnare.

Prima di morire riesce, però,  a far capire alla moglie chi è stato ad ucciderlo. Da qui inizia un’altra storia, anche questa tragica. Uno dei figli di Alberto, Giancarlo, decide di riprendere il lavoro del papà, anche per onorare la sua memoria, distribuendo almeno i giornali. Ma dopo varie vicissitudini e minacce, la moglie di Alberto, Antonietta, con l’aiuto dell’allora vescovo di Sessa Aurunca, mons. Nogaro decide di denunciare gli assassini del marito che poi verranno condannati. E’ una seconda morte per la famiglia Varone. In pochi giorni scatta per loro il programma di protezione e l’intera famiglia è costretta a lasciare la propria terra. Da allora non si sa più nulla di loro e fin anche la tomba di Alberto, per il timore di profanazioni, viene spostata in una località ad oggi sconosciuta.

Ma questa storia tragica e dimenticata, quasi ‘cancellata’ anche fisicamente da un territorio, ha trovato di nuovo vita nelle coscienze di molti. E così ‘’Fiori dal cemento’’, questo il titolo del lavoro cinematografico svolto dai ragazzi piemontesi, si plasma pian piano fino ad avere importanti riconoscimenti ed essere presentato al Viminale alla presenza dello stesso presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi, e del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico.  Una sfida ai tanti mali che ci affliggono così come alle chiusure che ci attanagliano.

E’ quasi commovente sentire le figure di Alberto, Antonietta, dei suoi amici e dei suoi aguzzini rivivere ed assumere un’inflessione piemontese. E’ quasi una chiamata a correo… Cosi’ come la nascita della Cooperativa ‘’Al di là dei sogni”, fatta sempre da giovani e nata su un bene confiscato nel ’94 al clan Moccia di Afragola. Bene confiscato e sede del presidio di Libera per il Comune di Sessa Aurunca.

Come non pensare, in conclusione, ai dati diffusi recentemente dall’Agenzia per i beni confiscati che ha quantificato in circa 10 miliardi di euro l’anno il solo valore nominale di tutto il patrimonio confiscato alle mafie, una sorta ‘’di piccola finanziaria’’?  Come non pensare a quanto questa economia malata e sommersa incide sul futuro di troppi giovani?

E come non pensare che queste ombre inquietanti si aggirano anche nella nostra città (e forse nel nostro quartiere) come più volte dimostrato dalla stessa Procura nazionale antimafia?

‘’Siamo pronti a rinascere come fiori dal cemento’’. Queste le ultime parole e l’eredità cosegnateci da Antonietta in una straziante lettera scritta al suo Alberto, ‘’ormai in cielo’’, prima di lasciare la sua casa di Sessa Aurunca.

Un lascito per tutti noi.

g.c.

Crisi… Questa è sicuramente una delle parole più (ab)usate negli ultimi anni e accanto ad essa si trovano spesso i termini “giovani”, “lavoro” ed “Europa” su cui sono stati versati fiumi di inutile retorica: dell'Europa risaltano solo i lati negativi e le sue contraddizioni ed i giovani rimangono una categoria da incasellare a seconda della convenienza.

Fortunatamente però c’è sempre una prospettiva differente per osservare la realtà ed è possibile dietro una difficoltà intravedere l’opportunità per crescere e migliorare se stessi.

Grazie all’Europa, dal 2007 ad oggi circa 400 mila persone ogni anno con i programmi comunitari (Erasmus, Leonardo da Vinci, Gioventù in azione, Volontariato europeo, ecc.) sono partiti con borse di mobilità per realizzare periodi di formazione e lavoro all’estero.

Se sei un giovane studente, diplomato o laureato, sappi che dal 2014 e per i prossimi 7 anni un nuovo programma europeo a supporto dell’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport sosterrà la mobilità transnazionale di oltre 4 milioni di europei con un budget di circa 16 miliardi di euro. Il programma si chiamerà Erasmus+ e sosterrà fino al 2020 azioni di mobilità transnazionale finalizzate allo studio, formazione, insegnamento e volontariato internazionali per studenti universitari, delle scuole professionali, formatori, insegnanti, tirocinanti e giovani lavoratori. Saranno oltre 4 milioni le persone che potranno beneficiare di finanziamenti europei per cogliere le opportunità di studio e formazione all’estero. Erasmus+ migliorerà l’occupazione dei giovani e aprirà loro nuove opportunità.

Il mercato del lavoro europeo è attualmente in forte cambiamento e aumenta considerevolmente il numero di posti di lavoro che necessitano di qualifiche elevate e decresce quello di posti di bassa qualifica. La stima dei lavori per i quali serviranno competenze alte nel 2020 sarà pari al 35% di tutti i lavori. L’obiettivo del nuovo programma, grazie anche alla sua struttura semplificata e razionalizzata, è quello di migliorare le competenze, lo sviluppo personale e l’occupabilità delle persone aiutandole ad acquisire maggiori e migliori qualifiche utilizzando le opportunità di studio e lavoro all’estero.

Erasmus Plus è dunque il nuovo programma per il 2014-2020, un’occasione da non perdere per vivere un’esperienza tutta europea.

Dove trovare maggiori informazioni? Naturalmente sul web, al sito http://ec.europa.eu/education/erasmus-for-all/

Roberta Grisoni

Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore i colori ed i suoni del campo estivo 2013 a Loreto, la preghiera notturna nella Casa di Maria, la visita ad Osimo alla tomba di S. Giuseppe da Copertino, il Santo degli studenti, il flash mob sulla spiaggia con la coreografia della GMG di Rio, i giochi, le riflessioni, i propositi…

…ora siamo tornati e le ali dei giovani di S. Pio V si sono nuovamente spiegate.

I “cuccioli” del postcresima Società dell’Allegria ed i “veterani” del Gruppo Giovani sono all’opera da diverse settimane…

Fotografiamo due importanti momenti di servizio e amicizia che ci hanno visto coinvolti separatamente sabato 26 ottobre. Li raccontiamo per rendere partecipi gli altri parrocchiani di ogni età, ma soprattutto per i quei giovani che non ci conoscono ma che verranno a rinforzare le nostre file…

 

 

Sabato mattina (ovvero la Società dell’Allegria in campo)

Gli animatori della Caritas parrocchiale hanno chiesto a Don Gian Marco se qualcuno di buona volontà fosse disponibile a collaborare alla “Grande raccolta alimentare” del 26 ottobre nel supermercato di piazza Pio XI dalle 9,00 alle 14,00: ci sarebbero volute almeno 5 o 6 person… ci credete? Eravamo in 11 e, divertendoci anche, abbiamo contribuito a riempire gli scaffali degli “Empori della Solidarietà” con ben 30 scatoloni di prodotti  per le famiglie in difficoltà di Roma.

È stata una mattina speciale… abbiamo incontrato persone generose e anche persone in difficoltà che ci hanno detto di essere i beneficiari del nostro servizio.

I nostri animatori hanno ricevuto bei complimenti per noi e gli operatori della Caritas ci hanno ”prenotato” per il 1° marzo 2014 per la raccolta del “Banco Alimentare” al supermercato di Piazza de la Salle. A questo punto non potremo mancare…

 

 

 

Sabato pomeriggio (ovvero il Gruppo Giovani in campo)

Cos’è un centro di riabilitazione? E’ una struttura dove ciascuna persona che abbia problemi ad integrarsi in maniera ordinaria nella società riceve aiuto ed assistenza, ma soprattutto è introdotta in una comunità che la aiuti a vivere in maniera serena le sue quotidiane difficoltà.

Anche l’istituto romano Don Guanella di via Aurelia Antica è un centro di riabilitazione, ma non occorre che un solo pomeriggio per comprendere come in realtà sia molto di più.

Sono bastate poche ore nel tranquillo giardino della casa di cura per renderci conto di quanto il Don Guanella significhi per gli uomini che vi abitano: una vera e propria famiglia, non tanto un semplice centro di riabilitazione quanto  un’autentica casa.

Prestare servizio durante la ‘’Giornata dei compleanni’’ di ottobre, il momento in cui si festeggiano tutti i nati del mese, ci ha davvero aperto gli occhi sulla vera identità di coloro che vengono troppo spesso chiamati ‘’diversi’’, ma che in realtà sono solo  un po’ ‘’speciali’’. Perché il loro sorriso è straordinariamente contagioso, il modo in cui ballano provoca un’irrefrenabile voglia di ribellarsi alle convenzioni del ritmo, e le loro parole trasmettono tanto affetto da far diventare gli occhi lucidi. Osservarne i volti ed ascoltare le loro parole, dimenticando  per una volta di giudicare dalle semplici apparenze, è l’unico modo per comprendere che spesso le persone ‘’speciali’’ sono molto più simili a noi di quanto crediamo, e sono felici di offrire il loro affetto senza pretendere nulla in cambio. 

La rubrica “Costruire il futuro” vuole dare voce alla generazione perduta, ai giovani di oggi, precari o in cerca di lavoro, senza la possibilità di comprarsi una casa tutta loro, che quando possono permettersi di mettere al mondo un figlio sono già troppo vecchi; ai giovani che frequentano una scuola in cui tra un po’ non rimarranno che i banchi, ai giovani non protagonisti in una società che parla tanto di merito, ma tarpa le ali ai sogni e si dimentica dei dimenticati, di chi non riesce a tenere il passo; ai giovani nati dopo il crollo del Muro, cresciuti fuori dalle ideologie che sono state sostituite da valori annacquati e da qualche idolo telematico; ai giovani cittadini d’Europa, che non sanno quanto sangue sia costata questa Unione. Ma anche ai giovani che sanno ancora indignarsi con tutte le loro forze, che vogliono ancora sperare, che sono l’unica parte del mondo ancora suscettibile di riscatto.

I giovani che hanno voglia di raccontare o di raccontarsi, possono trovare qui uno spazio per esprimersi e confrontarsi sui temi di loro interesse.

A questi giovani dedichiamo le parole che recentemente papa Francesco, lo scorso 28 aprile, ha rivolto loro durante la messa per i cresimandi:  

«Il cammino della Chiesa, anche il nostro cammino cristiano personale, non sono sempre facili, incontrano difficoltà, tribolazione. Seguire il Signore, lasciare che il suo Spirito trasformi le nostre zone d'ombra, i nostri comportamenti che non sono secondo Dio e lavi i nostri peccati, è un cammino che incontra ostacoli, fuori di noi, nel mondo e anche dentro di noi, nel cuore […] Non scoraggiarsi! Abbiamo la forza dello Spirito Santo per vincere queste tribolazioni […] Rimanete saldi nel cammino della fede con la ferma speranza nel Signore. Qui sta il segreto del nostro cammino ! Lui ci dà il coraggio di andare controcorrente. Sentite bene, giovani: andare controcorrente; questo fa bene al cuore, ma ci vuole il coraggio per andare controcorrente e Lui ci dà questo coraggio! […] Con Lui possiamo fare cose grandi; ci farà sentire la gioia di essere suoi discepoli, suoi testimoni. Scommettete su grandi ideali, sulle cose grandi. Noi cristiani non siamo scelti dal Signore per cosine piccole, andate sempre al di là, verso le cose grandi. Giocate la vita per grandi ideali giovani!».

Luca Carboni


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Foto

 Dove fissare lo sguardo lungo il cammino della Quaresima? È semplice: sul Crocifisso.
Gesù in croce è la bussola della vita, che ci orienta al Cielo.
(Papa Francesco)

 

 

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      Convertiti e credi al VangeloLa Quaresima è un'occasione unica per fare la verità con noi stessi. Prendere coscienza che siamo dei peccatori. Cosa vuol dire? Non che abbiamo commesso dei peccati ma che siamo radicalmente dei peccatori. Un giorno un frate stupito del successo che aveva San Francesco gli chiese perché tanta gente lo seguisse. "Perché sono il più peccatore di tutti gli uomini", rispose. Possibile? Eppure non...

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